Francesco PETRARCA (1304-1374)
Quel sempre acerbo… (Canz., 157)
Lyon, Jean de Tournes, 1545.
ouvrir sur Gallica : Sonetti e Canzoni, I, pp. 149-150.

Quel sempre acerbo, et honorato giorno
Mandò si al cor l’imagine sua viua,
Che’ngegno, o stil non fia mai, che’l descriua:
Ma spesso a lui con la memoria torno.

L’atto dogni gentil pietate adorno,
E’l dolce amaro lamentar, ch’i vdiua,
Facean dubbiar, se mortal donna, o Diua
Fosse, che’l Ciel rassernaua intorno.

La testa, Or fino, e calda neue, il volto
Hebeno, i cigli, e gliocchi eran due stelle,
Ond’Amor l’arco non tendeua in fallo,

Perle, e rose vermiglie, oue l’accolto
Dolor formaua ardenti voci, e belle,
Fiamma, i sospir, le lagrime, Cristallo.

 
 
 

Quel sempre acerbo, et honorato giorno
Mandò si al cor l’imagine sua viua,
Che’ngegno, o stil non fia mai, che’l descriua:
Ma spesso a lui con la memoria torno.

L’atto dogni gentil pietate adorno,
E’l dolce amaro lamentar, ch’i vdiua,
Facean dubbiar, se mortal donna, o Diua
Fosse, che’l Ciel rassernaua intorno.

La testa, Or fino, e calda neue, il volto
Hebeno, i cigli, e gliocchi eran due stelle,
Ond’Amor l’arco non tendeua in fallo,

Perle, e rose vermiglie, oue l’accolto
Dolor formaua ardenti voci, e belle,
Fiamma, i sospir, le lagrime, Cristallo.

 

En ligne le 12/10/14.
Dernière révision le 20/03/16.